aspidistra_palazzo_tartaglione

Giardini antichi: l’aspidistra

Recuperare le piante coltivate nei cortili di un tempo, rinnovare l’interesse nei loro confronti, proporre la loro estrema facilità di coltivazione come caratteristica indispensabile sulla via della ricerca di un verde sostenibile; e ancora, elevarle a simbolo della memoria di un passato che va conservato… ecco una via da percorrere affinchè anche le essenze vegetali raccontino la storia di un luogo.

Comincia così la rubrica Giardini antichi, un modo per diffondere la conoscenza delle piante coltivate dai nostri nonni, che sono state per lungo tempo dimenticate ma che, vi garantisco, ripagano il cento le nostre cure!

L'aspidistra

Un secolo fa non c’era pianerottolo, veranda, androne di un palazzo che non vedesse protagonista un’aspidistra. Solitamente la si lasciava crescere indisturbata fino a restare costretta in un vaso in cui negli anni consumava tutto lo spazio a sua disposizione. Spesso anche adesso, lì dove ancora viene coltivata, si presenta alla nostra vista così, con le foglie così stipate fra loro da suscitare sentimenti contrastanti tra desiderio di darle sollievo immediato con un rinvaso e ammirazione verso quel magnifico aspetto di sovrabbondanza. E’ proprio così che la preferisco, in un vaso di terracotta pronto ad esplodere sotto la spinta delle radici!

L’aspidistra è una pianta erbacea perenne rizomatosa proveniente dall’Asia orientale e dall’Africa. E’ di facile coltivazione, adattandosi anche alle condizioni più sfavorevoli, tanto che Gordon Comstock, protagonista di Fiorirà l’aspidistra di George Orwell, vedendo in lei il simbolo della odiata borghesia londinese, cerca volontariamente di farla morire, trascurandola e maltrattandola. Decisamente, dunque, una pianta facile! Per i pigri, per coloro che non hanno molto tempo da dedicare al giardinaggio o per chi è alle prime armi!

Se prima veniva proposta come pianta da vaso, da quando è stata riscoperta ha cominciato a trovare posto in giardino, dove viene utilizzata nelle bordure o anche in gruppi isolati, nelle zone in ombra o comunque non esposte ai raggi diretti del sole.

La specie più comune è la elatior, con foglie verdi lunghe fino a 70 cm con picciolo che parte direttamente dal terreno. Ne esiste anche una varietà variegata, con striature longitudinali bianche o crema, che conferiscono alla pianta un aspetto molto raffinato.

Condividi

Potrebbe interessare anche

2 comments on “Giardini antichi: l’aspidistra

  1. 25 novembre 2015 alle 21:27

    Io ho un debole per l’aspidistra.. Sarà proprio perchè è sempre stata così bistrattata ..addirittura chiamata la ‘pianta della portinaia’ ..e invece è così elegante e generosa.. ho scoperto che è buona regola a fine inverno tagliare tutte le foglie alla base, in questo modo si eliminano quelle rovinate dal freddo e ricacciano nuove foglie verde brillante.. Grazie Alfonsina <3

    • 25 novembre 2015 alle 22:17

      Elegante e generosa… lo stesso motivo per cui l’amo anch’io! Grazie a te, Camilla! A presto! P.S.: Non credo che troverei mai il coraggio di tagliare le foglie… ho un grosso problema con le potature in genere 🙂

Lascia un Commento

Indirizzo email non sarà pubblicato. Required fields are marked *